11 dicembre 2018

Microsoft supera Apple in borsa. Premiata la rivoluzione silenziosa di Satya Nadella basata sul cloud

“Mobile first, cloud first”. La “conversione” di Microsoft parte da questo “mantra” introdotto, quasi 5 anni fa, da Satya Nadella, all’epoca appena nominato amministratore delegato (CEO) dell’azienda di Redmond. L’obiettivo del nuovo CEO era chiaro: rivoluzionare l’azienda avvicinandola sempre più ad una società di servizi, con assistenza massima per i clienti, resa possibile grazie alla grande famiglia Microsoft, i partner. Questa “conversione” di Microsoft parte quindi all’alba del 2014, con una svolta decisiva rivolta al cloud e alla sicurezza nel cloud. La “nuvola digitale” diventa la base del nuovo progetto, che riversa linfa anche nelle fonti tradizionali di fatturato.

La svolta impressa da Nadella ha fatto schizzare, in questi ultimi anni, la quotazione in borsa di Microsoft a livelli mai visti; il recente sorpasso ad Apple, non ipotizzabile fino a pochi anni fa, ha tracciato un solco con le altre grandi aziende e multinazionali del settore, che, dopo l’ascesa iniziale, stanno perdendo colpi (miliardi di dollari) in maniera significativa.

La scelta di investire con decisione nel cloud può spiegare una tale ascesa? Sì. 

La filosofia “mobile first, cloud first” impressa dal nuovo amministratore delegato, ha dato, sin dall’inizio, i suoi frutti, collocando l’azienda in una posizione privilegiata, in un settore la cui crescita era ed è soltanto agli inizi.

Alcuni numeri possono fornici una visione generale della portata del “fenomeno” cloud: nell'ultimo trimestre Azure e la divisione Intelligent Cloud hanno raggiunto un giro d'affari di 8,6 miliardi di dollari, in crescita di circa il 25% rispetto all’anno precedente.

La crescita del settore riesce a trainare in maniera decisiva anche gli altri due principali segmenti dell’azienda di Redmond: Productivity and Busines Processes e More Personal Computing.

La crescita costante, l’equilibrio e la diversificazione rendono Microsoft, oggi più di ieri, l’azienda di successo per antonomasia. Gli incassi principali arrivano da più settori: intelligenza artificiale, cloud, prodotti per le aziende, software, hardware e videogiochi.

Microsoft propone i suoi servizi cloud immedesimandosi nei clienti e nelle aziende, sempre più disposti a trasferire la propria attività sul cloud di Azure.

Un mercato che sta iniziando ad esprimere adesso le sue potenzialità e che è ancora in attesa di una esplosione (in termini di numeri) poichè la percentuale di aziende che si sono già spostate su cloud è ancora in minoranza rispetto a quelle che lo stanno facendo o che lo faranno in futuro.

Alcuni anni fa pensare che Microsoft avrebbe sorpassato di nuovo Apple in borsa sarebbe sembrato un pensiero avventato. Oggi è divenuto realtà.

L'alto valore delle azioni in borsa (triplicato in 4 anni), resistente agli scossoni del mercato che hanno destabilizzato gli altri grandi nomi del settore, premia una strategia di lungo termine, che poggia su alcuni principi fondamentali: l’assistenza personalizzata ai clienti, l’innovazione continua e la fidelizzazione coi partner, con uno sguardo costantemente rivolto alle nuove esigenze che emergono dall’analisi dei dati, delle tendenze e delle ricerche di mercato.

In questo senso si inserisce l’acquisto simbolo dell’era di Nadella, quello di LinkedIn, acquisito nel 2016 per 26 miliardi di dollari e che ha permesso a Microsoft di entrare nel mercato dei social network, con un’offerta di servizi professionali completa e con la prospettiva di integrare il la piattaforma dei professionisti (da oltre 500 milioni di iscritti) con i prodotti Office.

A tutto questo si aggiunge il successo di un dispositivo come Surface, le cui vendite sono cresciute più del 25% nell’ultimo anno e i cui ricavi hanno superato il miliardo di dollari negli ultimi tre mesi.

 La “rivoluzione” di Nadella sta mostrando tutto il suo valore e, cosa ancor più importante, infonde grande fiducia per il futuro.

“Dobbiamo essere insaziabili nel nostro desiderio di apprendere dall’esterno e portare quanto appreso dentro Microsoft”, scrive Satya Nadella nel libro “Hit Refresh”.

E la strategia funziona.

 

Danilo Stancato